Interessantissima giornata di presentazioni e dibattiti ieri (7 giugno) a padova.
Sono stato invitato, insieme a Nicoletta de Cian e Matteo d’Alfonso a un incontro organizzato dalla scuola di dottorato in filosofia a raccontare un pò di quello che sono i progetti discovery, hypernietzsche e hyperschopenhauer.
Io ero partito con l’idea di parlare di semantic web e poi invece è andata a finire che ho parlato di politica europea della comunicazione scientifica. E la discussione è stata davvero stimolante grazie al fantastico pubblico presente.
La giornata è cominciata con la presentazione di Maristella Agosti che ha parlato di DELOS. Devo confessare che non amo particolarmente le “reference architecture” e i “modelli astratti di digital library” ma ho comunque apprezzato la passione intellettuale della professoressa Agosti.
La seconda presentazione, di Anna Maria Tammaro, è stata precisa, efficace e cristallina. Anna Maria possiede la rara dote di saper comunicare con estrema chiarezza concetti complessi ed è riuscita in mezz’ora ad offrire un’interessante panoramica di quel che sta succedendo nel mondo delle digital libraries e dell’Open Access.
In teleconferenza da Parigi, Gloria Origgi ha guidato la sala con estrema sensibilità e intelligenza in una discussione che ha affrontato il cambiamento radicale che sta avvenendo nel modo di comunicare la scienza e di conseguenza del modo di fare scienza. La discussione è partita dalla riflessione sul progetto Interdisciplines proposto dalla Origgi, per arrivare a ridiscutere la validità del paper come unico veicolo della comunicazione scientifica.
La pioggia scrosciante dell’ora di pranzo niente ha tolto alla bellezza della città né alla impeccabile organizzazione di Cristiana, Cristina e dei professori Illetterati e Nunziante che hanno saputo dimostrare come nella sofferente università italiana esistano ancora delle isole felici capaci di mettere insieme ricerca e biblioteche, studenti e società civile per ascoltarsi, scontrarsi, discutere e pensare. Insieme.
A causa di un percorso ferroviario fitto di coincidenze millimetriche, ho purtroppo perso gli interventi di Gino Roncaglia, Enzo Portalupi e Giorgio Jannis.
Mi scuso e me ne dispiaccio, sperando di poterli ascoltare al più presto in podcast.

In questi giorni sto lavorando a un progetto per cui ho avuto bisogno di sapere approssimativamente quale possa essere il costo della realizzazione di uno studio abbastanza simile allo “Study on the economic and technical evolution of the scientific publication markets in Europe“, quindi avevo bisogno di sapere quanti soldi sono stati spesi dalla Commissione Europea per realizzarlo. Scoprirlo non è stato facile come mi aspettavo ma alla fine ho recuperato il dato. La gara è stata vinta dall’ Université Libre de Bruxelles per 266.000 euro. Per realizzare lo studio ci sono voluti 2 anni di tempo. Non ho la minima idea se i costi e i tempi siano o meno competitivi ma almeno a livello europeo la trasparenza esiste davvero. Confortante.

Ecco un altro approccio, più light, al peer review a posteriori (a.k.a. post-publication peer review). Questa volta non si tratta di semplice esperimento ma di implementazione funzionante. Plos è fantastico.
PlosOne Logo
Praticamente tutto quello che diciamo dal 2004 con il team di HyperJournal e che non possiamo permetterci di implementare perchè evidentemente non siamo abbastanza mafiosi da ottenere un finanziamento pubblico nazionale alla ricerca, viene implementato su Plos. Voglio lavorare a PLOS! :-)

Bellissimo progetto Musickethos.org. Dimostra che i musicisti sanno essere attenti ai problemi posti dal diritto d’autore. Eccellenti progetti come questo non possono che giovare ai giovani musicisti italiani. Bravi ai due promotori dell’iniziativa e bravi sopratutto ai musicisti che ci credono e che hanno messo a disposizione le loro (ottime) esecuzioni per il download con licenza creative commons. L’unica nota negativa è la qualità degli mp3, la cui codifica è solamente tra i 160 e i 192 kbps e mai 320 come piace agli audiofili. Ma di certo Giuseppe Mazziotti e Davide Berretta risolveranno presto anche questo “problema”. Bravi, applausi!

Close
E-mail It