Linked Data e biblioteche digitali: i tempi sono maturi?
Posted by: barbz, in libraries, digital libraries, Semantic WebE’ già ormai da qualche anno che cerco, con il prezioso aiuto di tanti amici e colleghi, di portare all’attenzione della comunità delle biblioteche, dei musei, è in generale delle istituzioni culturali, l’importanza e il potenziale delle tecnologie Semantic Web. Rispetto a qualche anno fà, le semplificazioni introdotte dal (relativamente recente) approccio Linked Data, che affronta in maniera più facilmente comprensibile le componenti fondamentali del Semantic Web, c’è molta meno confusione su quali siano gli obiettivi da perseguire. Questo, insieme alla nascita di grandi repository Linked Data, hanno enormemente facilitato il compito di chi, come me, cerca di convincere gli operatori culturali dell’importanza della questione. I tempi sono, credo, finalmente diventati maturi quando si è abbattuta una delle grandi barriere: quella del prestigio. Finchè (con qualche eccezione di nicchia) gli unici grandi repository erano DBPedia e Freebase, era enormemente difficile spiegare agli operatori culturali (spesso restii, credo erroneamente, ad accettare il fenomeno dello “user generated content”) che Linked Data non necessariamente significa dati di provenienza “non professionale”. La barriera l’hanno abbattuta iniziative in altri settori, come (il fantastico!) data.gov.uk, la BBC e la Library of Congress.
Citare questi esempi apre tante porte e fa drizzare le orecchie di chi le ha tenute tappate per tanto tempo. E improvvisamente, quelle stesse cose che dicevo 5 anni fa cominciano a venir prese sul serio.
Rimando ad un futuro (e spero prossimo) post, una panoramica di cosa sta succedendo nel mondo Linked Data per le biblioteche digitali, di quali sono le sfide tecniche e politiche da affrontare e la discussione di alcuni possibili scenari futuri.

Entries (RSS)